domenica 29 aprile 2018

Fakes News

Oggi se si ha un dubbio o si vuole approfondire un argomento , si naviga sul Web e si ottiene immediatamente una risposta...ma che risposta?! Il web e' pieno di notizie poco attendibili e risposte spesso non basate su fonti certe e verificabili se non palesemente false. Vi rimando ad un articolo che vi fara' orientare meglio nel web: http://www.meteoweb.eu/2018/04/vaccini-adolescenti-rischio-fake-news-la-guida-dei-pediatri/1076098/#6L5qjUyoBc1HRjvV.

domenica 31 dicembre 2017

Auguri di Buon Anno a tutti i miei pazientini, ai genitori, ai nonni e nonne ... a tutti i bambini del mondo, che ridono, gioiscono, crescono ma soprattutto a quelli che soffrono , che sono sfruttati, violentati, maltrattati, abbandonati. Oramai non e' possibile ascoltare un telegiornale o leggere un quotidiano senza venire a contatto con violenza sui minori...non dimenticando quella sulle donne, vera piaga nationale e non e protagonista indiscussa di questo 2017. Cosa mi aspetto dal nuovo anno?? Un po' di serenita' per tutti quelli che soffrono, un sorriso e una mano tesa....Ci vorrebbe cosi'poco!!! Buon anno a tutti con la promessa che tornero' frequentemente su quete pagine con novo vigore.

venerdì 24 febbraio 2017

Fruttosio e danni epatici

Troppo zucchero rischia di trasformarsi in "veleno" per il fegato dei bambini. L'abuso sistematico del fruttosio aggiunto ai cibi e alle bevande ha gli stessi effetti pericolosi dell'alcool: ogni grammo in eccesso rispetto al fabbisogno giornaliero (circa 25 grammi) accresce di una volta e mezza il rischio di sviluppare malattie epatiche gravi. La conferma scientifica arriva da uno studio dei ricercatori dell'area di Malattie epato-metaboliche dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù che, per la prima volta in letteratura, rivela i danni del fruttosio sulle cellule del fegato dei più piccoli. I risultati dell'indagine sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Journal of Hepatology. Lo studio è stato condotto tra il 2012 e il 2016 su 271 bambini e ragazzi affetti da fegato grasso. In 1 bambino su 2 gli esami effettuati hanno rilevato livelli eccessivi di acido urico in circolo. L'acido urico è uno dei prodotti finali della sintesi del fruttosio nel fegato. Quando è prodotto in grandi quantità diventa tossico per l'organismo e concorre allo sviluppo di diverse patologie. Attraverso ulteriori indagini, incrociate con i dati emersi dal questionario alimentare somministrato ai pazienti, i ricercatori hanno dimostrato l'associazione tra gli alti livelli di acido urico e l'aggravarsi del danno al fegato, soprattutto tra i grandi consumatori di fruttosio: quanto più zucchero ingerivano con la dieta abituale, tanto maggiore era il danno riportato dalle loro cellule epatiche. Il fruttosio è uno zucchero naturale presente in diversi alimenti, soprattutto nella frutta ma anche nei vegetali e nelle farine utilizzate per pasta, pane e pizza. In una dieta bilanciata, il consumo di fruttosio naturalmente contenuto nei cibi non provoca alcun effetto negativo. Il nemico dei bambini è il fruttosio aggiunto presente negli sciroppi e nei dolcificanti largamente utilizzati dall'industria nelle varie preparazioni alimentari (marmellate, bevande, merendine, succhi di frutta, caramelle). Basti pensare che una sola lattina di bevanda zuccherata contiene il doppio della quantità giornaliera di fruttosio indicata per l'età pediatrica (circa 25 grammi). Un barattolo di marmellata confezionata ha una concentrazione di fruttosio 8 volte maggiore del fabbisogno quotidiano; una merendina ne contiene mediamente il 45% in più, mentre una bottiglietta di succo di frutta poco più della metà. Fonte Askanews

mercoledì 13 aprile 2016

Mauale di sopravvivenza per Genitori

 Ogni settimana, in media, un bambino perde la vita a seguito dell’inalazione di cibo o corpi estranei (monete, caramelle, bottoni, componenti di giocattoli, pile al litio), che rappresenta quasi un terzo delle cause di morte accidentale tra 0 e 4 anni, riducendosi poi a circa l’’11% e il 5% rispettivamente nelle fasce d’età 5-9 e 10-14 anni.   “Quella che potrebbe sembrare una fatalità ineluttabile ­- osserva il Dott. Giuseppe Di Mauro, Presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) - è tuttavia un’emergenza che si può e si deve evitare, se si considera che il più delle volte questi eventi si svolgono sotto gli occhi sgomenti di un adulto impreparato a intervenire”. “Per questa ragione – prosegue Di Mauro - è fondamentale investire nella prevenzione, che significa cultura della formazione, non solo di chi opera nell’ambito sanitario-assistenziale, ma anche dei comuni cittadini”.   Da qui lo spunto per la realizzazione di un manuale, a cura  del Dottor Francesco Pastore, pediatra di famiglia, formatore nazionale PBLSD (Pediatric Basic Life Support Defibrillation) e istruttore AHA (American Heart Association) con la collaborazione del Dottor Marco Squicciarini, esperto del Ministero della Salute per le manovre di rianimazione in età pediatrica e istruttore AHA, del Gruppo di lavoro per il sostegno alla genitorialità SIPPS e di altri medici, pediatri e laici con esperienza pluriennale nella formazione nel BLSD.   “Il manuale - commenta il Dottor Pastore - segue le linee guida ILCOR 2015 sulla rianimazione cardiopolmonare nel lattante, bambino e adulto, sulle manovre di disostruzione per lattante, bambino e adulto e sull'utilizzo del defibrillatore semiautomatico esterno per laici”. “Approvato all'unanimità dal direttivo della SIPPS – aggiunge Pastore – l’obiettivo è quello di diffondere in modo capillare, attraverso i pediatri, le semplici manovre salvavita: è infatti ormai risaputo quanto il soccorritore occasionale sia decisivo nei primi momenti per salvare una vita”.   Il manuale verrà utilizzato per corsi certificativi BLSD/PBLSD in tutta Italia, a cura di una rete di istruttori afferenti a centri di formazione accreditati presso le centrali operative 118 di varie regioni, ma sarà soltanto un tassello nell’ambito di un’operatività più articolata in seno a “Bambini da amare bambini da salvare”, una delle nove declinazioni del macroprogetto di salute globale per le famiglie “Regaliamo futuro”. “Sono infatti di prossima realizzazione – dichiara il Dott. Piercarlo Salari, pediatra a Milano e responsabile del Gruppo di lavoro per il sostegno alla genitorialità SIPPS - video, poster e materiali informativi sia sulla rianimazione cardiopolmonare (BLSD) sia sul primo soccorso pediatrico e sulla prevenzione degli incidenti, prima causa di morte ed invalidità in età evolutiva. In questo modo sarà possibile sfruttare l’incisività e l’efficacia pedagogica delle immagini per mostrare a tutti le manovre e le modalità corrette con cui affrontare un’emergenza, qualunque ne sia la dinamica responsabile”. E’ inoltre previsto un corso informativo di primo soccorso pediatrico, gestito dalla rete dei pediatri della SIPPS.   “Siamo certi che, mantenendo alto il livello di sensibilità e attenzione da parte dell’intera collettività e proponendo suggerimenti pratici attraverso esempi e modelli chiari e alla portata di tutti - conclude il Presidente Di Mauro - potremo contribuire a risparmiare molte giovani vite. Non soltanto nell’immediato futuro ma anche nel lungo termine, in tutte quelle situazioni in cui anche un solo istante può essere prezioso a patto di non lasciarsi prendere dal panico e saper agire con prontezza, individuando le priorità da gestire, garantendo il mantenimento delle funzioni vitali del bambino e attivando tempestivamente i soccorsi”. 

lunedì 11 aprile 2016

Imitazioni tra Bambini anche in fatto Alimentare

Guardare filmati di bambini che mangiano la verdura potrebbe incoraggiare i più piccoli a seguire l’esempio, suggerisce un nuovo studio. Secondo la ricerca pubblicata sul Journal of Nutrition Education and Behavior, i bimbi in età prescolare che hanno visto brevi video di bambini alle prese con peperoni, dopo hanno mangiato più verdura anche loro. 06 APR - (Reuters Health) - Il team guidato da Amanda Staiano,del Biomedical Reasearch Center di Baton Rouge in Louisiana, ha assegnato in modo casuale 42 bimbi tra i 3 e i 5 anni alla visione di un filmato di bambini che mangiano peperoni, a quella di un video sul lavaggio dei denti, oppure a nessuno dei due. Il giorno dopo, quelli che avevano visto il primo video hanno in realtà mangiato meno peperoni degli altri. Ma una settimana dopo, considerando la quantità di peperone che ogni bambino ha mangiato il primo giorno, il consumo del gruppo che ha guardato il video vegetariano era superiore e la differenza era statisticamente significativa, hanno rilevato i ricercatori. “Questo indica che i bimbi hanno conservato l’esperienza positiva della visione di pari che mangiano verdura e sono stati in grado di riprodurre l’azione una settimana dopo”, osserva Staiano. L’obesità infantile è più che raddoppiata negli ultimi 30 anni, secondo i Cdc (Centers for Disease Control and Prevention) americani. E proprio una delle raccomandazioni dei Cdc per combatterne l’aumento è mangiare più porzioni di verdura.I bambini nel video potrebbero servire da ambasciatori di un’alimentazione sana. “I piccoli sono stati positivamente influenzati dai loro pari grazie all’esempio di comportamenti salutari – afferma Amy Yaroch, direttore esecutivo del Gretchen Swanson Center for Nutrition di Omaha, in Nebraska, che non è stata coinvolta nel lavoro – Sappiamo dalla teoria del comportamento che il role modeling è una strategia efficace per spingere le persone (inclusi i bambini) a adottare comportamenti salutari. Di solito sono i genitori a fare da modello, ma anche i pari possono avere una forte influenza, specialmente se sono percepiti come ‘cool’ da chi guarda”. Straiano e colleghi hanno ancora diverse questioni su cui vorrebbero indagare, incluso come aumentare l’effetto e se l’esposizione ripetuta al video possa convincere un bimbo a scegliere una verdura piuttosto che un dolce. “Comprendere i modi per trasformare il tempo davanti a uno schermo in tempo dedicato alla salute è fondamentale per i nostri figli, che si prevede avranno una vita più corta dei genitori a causa delle malattie legate all’obesità”, conclude Staiano. Fonte: Journal of Nutrition Education and Behavior 2016

domenica 27 marzo 2016

Aumento dell'Obesità infantile in Italia

Un'indagine di Altroconsumo riaccende i riflettori su un fenomeno che mette in pericolo la salute presente e futura deibambini. Il nostro bel paese non è esente dal problema dell’obesità infantile. Eppure i genitori dei bambini italiani sembrano non volerlo ammettere, e anche di fronte a un piccolo francamente in sovrappeso adotta un atteggiamento che potrebbe essere riassunto con il titolo di un musical: “grasso è bello”. A confermare la tendenza è una nuova indagine di Altroconsumo, che ha chiesto a 20 mila famiglie italiane con figli sotto ai 10 anni di compilare un questionario sul tema. Le risposte ottenute appaiono poco confortanti: solo il 17% dei genitori si rende conto del sovrappeso dei figli e per il 98% ingrassare non sarebbe nemmeno un problema di rilevanza medica. I genitori italiani, in altre parole, sottostimano il problema del sovrappeso e dell’obesità infantile, condizioni che secondo valide ricerche scientifiche espongono la salute non solo a rischi immediati ma anche a una maggiore probabilità di diventare degli adulti a loro volta in sovrappeso o obesi, con tutte le conseguenze che ne derivano in termini di salute. Le statistiche, infatti, parlano chiaro: il 20,9% dei bambini italiani è in sovrappeso, il 9,8% è obeso; e tra il 70 e l’80% degli adolescenti che hanno problemi di peso se li trascineranno anche nell’età adulta. Fortunatamente, non mancano nemmeno i genitori che cercano di trasmettere figli buone abitudini in campo alimentare. Secondo l’indagine di Altroconsumo, infatti, il 79% dei genitori italiani fa scorta di cibi salutari, il 67% vieta ai figli di magiare guardando la tv o giocando ai videogiochi, l’89% non lascia portare il cibo in camera e il 35% coinvolge i bambini nella preparazione dei pasti. Fra le abitudini scorrette sono invece segnalate le troppe ore trascorse a guardare la tv, la scarsa attività all’aria aperta e il non seguire i consigli dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che promuove l’allattamento al seno anche per ridurre il rischio di obesità infantile. Leggi anche: Allattamento al seno, i consigli dell'Oms. Estratto da Sole 24 Salute

sabato 20 febbraio 2016

Baby Pit Stoppers ovvero soste per allattare

La SIN ha aderito al progetto Baby Pit Stoppers, un progetto che offre una mappatura nazionale dei posti raccomandati dalle mamme dove poter fare un "baby pit stop" ovvero una sosta per allattare, cambiare o preparare la pappa al bambino. Nel suo ultimo direttivo la Società Italiana di Neonatologia (SIN) ha deciso di dare il suo supporto al progetto Baby Pit Stoppers: una mappatura nazionale consultabile da chiunque gratuitamente e senza pubblicità semplicemente collegandosi a www.babypitstoppers.com da smartphone, pc o tablet che, grazie alla geo-localizzazione, permette ad ogni mamma(papà,nonno,tata...), nel momento in cui ne ha più bisogno, di verificare qual è il posto più vicino e più raccomandato dalle altre mamme, dove fare un baby pit stop, ovvero una sosta per allattare il proprio bebé in uno spazio confortevole, cambiargli il pannolino, scaldare il latte/pappa e accedere facilmente nel locale con un passeggino. In soli 6 mesi, grazie al contributo di tante mamme e tante associazioni (La Leche League, Allattamento ,IBCLC, Farmacie Amiche dell’Allattamento, Movimento per l’Allattamento Materno Italiano, ...) sono stati mappati 1300 Baby pit stop, locali cioè che offrono almeno uno di questi 4 servizi. Come professionisti, possiamo contribuire alla diffusione di questo strumento in molti modi: possiamo stampare e appendere la locandina del progetto in sala d’attesa o nel nostro studio, farcene portavoce con i neo-genitori che incontriamo, coinvolgere gli ospedali e i consultori con cui collaboriamo, raccontare di questa esperienza ai nostri colleghi, rilanciarla attraverso i social network o scrivendo articoli sulle riviste che conosciamo e anche, ovviamente, segnalando in prima persona su www.babypitstoppers.com i locali che sappiamo offrire almeno uno dei quattro servizi. Un ottimo modo di cominciare il 2016 con un regalo alle neo-mamme, le loro famiglie e i loro bambini! Dalla Newletter della SIN (Società Italiana di Neonatologia)