L’ FDA (Food and Drug Administration) ha inviato una comunicazione agli Healthcare Provider, ricordando l’aumentato rischio di meningite batterica in coloro che ricevono un impianto cocleare e l’importanza di un immunizzazione di questi pazienti.
Sebbene in tutti i riceventi che hanno un impianto cocleare appaia essere aumentato il rischio di meningite batterica causata da Streptococcus pneumoniae, i bambini con impianto cocleare dotato di posizionatore hanno un rischio ancora maggiore.
Il solo modello con posizionatore è stato ritirato dal mercato nel 2002.
Sono stati segnalati all’FDA 2 casi fatali per meningite negli ultimi anni, riguardanti bambini a cui era stato impiantato un impianto cocleare con posizionatore. Nessuno di questi 2 bambini era stato immunizzato, come raccomandato dai CDC (Centers for Disease Control and Prevention).
L’impianto cocleare è un ausilio protesico uditivo sofisticato e costoso che viene consigliato in caso di deficit uditivi profondi o totali, quando gli apparecchi acustici tradizionali non consentono un sufficiente recupero della capacità uditiva. Diversamente dagli apparecchi acustici tradizionali, che amplificano il suono e sfruttano i residui uditivi dell’organo uditivo interno (la coclea), l’impianto cocleare sostituisce il ruolo della coclea danneggiata e produce sensazioni uditive stimolando direttamente il nervo acustico.
Dunque e’ consigliata la vaccinazione anti-peumococcica nelle categorie a rischio:
*Asplenia (asportazione della milza) o disfunzioni gravi della milza inclusi coloro affetti da anemia falciforme e da morbo celiaco (intolleranza al glutine).
*Malattie renali croniche o sindrome nefrotica
*Immunodeficienza o immunosoppressione dovute a malattie o terapie, comprese le infezioni da HIV in qualunque stadio
*Malattie cardiache croniche
*Malattie polmonari croniche
*Malattie epatiche croniche compresa la cirrosi
*Diabete
*Interventi neurochirurgici e traumi cranici
*Etnie a svantaggio socio-culturale
*bambini nati prematuri
ma dunque anche nei bambini portatori di impianti cocleari.
venerdì 16 maggio 2008
lunedì 5 maggio 2008
Bella stagione: il risveglio delle allergie
L’allergia è una condizione che si pone quando l'immunità del’organismo inizia a reagire a sostanze come gli alimenti, la polvere, il polline, a forfore animali. Queste sostanze sono note come allergeni e possono essere inalate, ingerite o possono venire a contatto con la pelle.
Le allergie possono presentarsi sotto forma di congiuntivite allergiche, rinite allergica, forme respiratorie fino all’ asma, interessamento cutaneo. Le allergie non sono contagiose perche’ non hanno un’origine infettiva,ma sono dovute ad aberrazione del sistema immunitario, pertanto non possono essere trasmessi da una persona all'altra. Le allergie non sono ereditarie, ma la familiarita’ può svolgere un ruolo nelle allergie. Se un genitore ha un’ allergia, la possibilità che il proprio bambino sviluppi un’allergia è del 25% e se entrambi i genitori hanno allergie,la possibilità che il bambino sviluppi allergie va dal 50% fino al 90% se i genitori hanno la stessa identica allergia. Tuttavia, le allergie può non essere presente alla nascita e può svilupparsi a qualsiasi età.
Oggi molte persone sviluppano allergie e ciò è dovuto alla reazione immunologia scatenata dal sistema immunitario quando l’ organismo entra in contatto con un allergene per la prima volta, e lo ritiene “non self”, non proprio, e produce anticorpi contro di esso. Quando il sistema immunitario entra in contatto ripetutamente con gli stessi allergeni, vengono prodotti diversi anticorpi, sopratutto IgE e conseguentemente porta a diverse reazioni.Le immunoglobuline IgE rilasciano una sostanza chiamata istamina che provoca gonfiore, arrossamento,e infiammazione a vari organi bersaglio quali naso, occhi, cute e polmoni.
Alcuni pazienti hanno allergie durante tutto l'anno (allergia perenne) come osservato con gli acari della polvere (dermatophagoides), che possono essere presenti nei tappeti e materassi o possono esprimersi solo in certi periodi dell’anno come nelle allergie al polline o alle fioriture.
Le piu’ comuni sostanze che provocano allergie sono polveri, polline, prodotti chimici, funghi, frutta a guscio, fagioli, patate, carote, aragoste, granchi, gamberi, latte, plastica, farmaci come base di penicillina e punture di insetti può indurre reazioni allergiche in una persona che è suscettibile di queste allergie.
Una grave reazione ad un farmaco può causare shock anafilattico e dunque pericolo per la vita, se l’intervento medico non e’ tempestivo. L’asma allergica puo’ causare crisi respiratorie gravi.
Molte sostanze possono provocare una reazione allergica. Per determinare quale sostanza innesca la reazione allergica , ci sono test cutanei che utilizzano piccolissime quantità di allergene come stimolo alla reazione. Se si è allergico a tale sostanza, sul sito dove l'allergene e’ stato inoculato si crea un ponfo iperemico , accompagnato da prurito. Altri tests sono i RAST . Questi tests cutanei sono generalmente evitati nei bambini sotto i 4-5 anni perche’ non attendibili.
Il trattamento consiste di evitare l'allergene (se si conosce la sostanza che provocano allergie)., oppure assumere farmaci in grado di contrastare gli effetti di una reazione allergica come gli antiistaminici. Questi farmaci possono causare sonnolenza e devono essere prese sotto un controllo medico.Gli antiistaminici di ultima generazione hanno meno effetti collaterali, compresa la sonnolenza. Altri farmaci usati sono steroidi in forma di spray nasale per rinite allergica o collirio per congiuntivite allergica o inalatori per asma. Gli steroidi ed alcuni antistaminici vengono usati come azione preventiva dell’attacco allergico e presi per un periodo prolungato ed in minime dosi evitano i fastidiosi sintomi al paziente allergico.
L’ immunoterapia è utilizzato nelle rinite allergiche, allergie a farmaci, nell’asma. L’ immunoterapia viene somministrato per iniezione sottocutanea partendo con basse dosi di allergeni una volta o due volte la settimana dopo che si è gradualmente aumentata. Lo scopo e’ sensibilizzare il paziente all’allergene inoculato con dosi crescenti ,fino ad ottenere una tolleranza tale da evitare la reazione allergica. Da sei mesi ad un anno, dopo l’inizio del trattamento e’ possibile vedere i primi benefici, che durano da pochi mesi a 2-3 anni.
La prevenzione rimane ancora l’unica vera strategia di trattamento.
Le allergie possono presentarsi sotto forma di congiuntivite allergiche, rinite allergica, forme respiratorie fino all’ asma, interessamento cutaneo. Le allergie non sono contagiose perche’ non hanno un’origine infettiva,ma sono dovute ad aberrazione del sistema immunitario, pertanto non possono essere trasmessi da una persona all'altra. Le allergie non sono ereditarie, ma la familiarita’ può svolgere un ruolo nelle allergie. Se un genitore ha un’ allergia, la possibilità che il proprio bambino sviluppi un’allergia è del 25% e se entrambi i genitori hanno allergie,la possibilità che il bambino sviluppi allergie va dal 50% fino al 90% se i genitori hanno la stessa identica allergia. Tuttavia, le allergie può non essere presente alla nascita e può svilupparsi a qualsiasi età.
Oggi molte persone sviluppano allergie e ciò è dovuto alla reazione immunologia scatenata dal sistema immunitario quando l’ organismo entra in contatto con un allergene per la prima volta, e lo ritiene “non self”, non proprio, e produce anticorpi contro di esso. Quando il sistema immunitario entra in contatto ripetutamente con gli stessi allergeni, vengono prodotti diversi anticorpi, sopratutto IgE e conseguentemente porta a diverse reazioni.Le immunoglobuline IgE rilasciano una sostanza chiamata istamina che provoca gonfiore, arrossamento,e infiammazione a vari organi bersaglio quali naso, occhi, cute e polmoni.
Alcuni pazienti hanno allergie durante tutto l'anno (allergia perenne) come osservato con gli acari della polvere (dermatophagoides), che possono essere presenti nei tappeti e materassi o possono esprimersi solo in certi periodi dell’anno come nelle allergie al polline o alle fioriture.
Le piu’ comuni sostanze che provocano allergie sono polveri, polline, prodotti chimici, funghi, frutta a guscio, fagioli, patate, carote, aragoste, granchi, gamberi, latte, plastica, farmaci come base di penicillina e punture di insetti può indurre reazioni allergiche in una persona che è suscettibile di queste allergie.
Una grave reazione ad un farmaco può causare shock anafilattico e dunque pericolo per la vita, se l’intervento medico non e’ tempestivo. L’asma allergica puo’ causare crisi respiratorie gravi.
Molte sostanze possono provocare una reazione allergica. Per determinare quale sostanza innesca la reazione allergica , ci sono test cutanei che utilizzano piccolissime quantità di allergene come stimolo alla reazione. Se si è allergico a tale sostanza, sul sito dove l'allergene e’ stato inoculato si crea un ponfo iperemico , accompagnato da prurito. Altri tests sono i RAST . Questi tests cutanei sono generalmente evitati nei bambini sotto i 4-5 anni perche’ non attendibili.
Il trattamento consiste di evitare l'allergene (se si conosce la sostanza che provocano allergie)., oppure assumere farmaci in grado di contrastare gli effetti di una reazione allergica come gli antiistaminici. Questi farmaci possono causare sonnolenza e devono essere prese sotto un controllo medico.Gli antiistaminici di ultima generazione hanno meno effetti collaterali, compresa la sonnolenza. Altri farmaci usati sono steroidi in forma di spray nasale per rinite allergica o collirio per congiuntivite allergica o inalatori per asma. Gli steroidi ed alcuni antistaminici vengono usati come azione preventiva dell’attacco allergico e presi per un periodo prolungato ed in minime dosi evitano i fastidiosi sintomi al paziente allergico.
L’ immunoterapia è utilizzato nelle rinite allergiche, allergie a farmaci, nell’asma. L’ immunoterapia viene somministrato per iniezione sottocutanea partendo con basse dosi di allergeni una volta o due volte la settimana dopo che si è gradualmente aumentata. Lo scopo e’ sensibilizzare il paziente all’allergene inoculato con dosi crescenti ,fino ad ottenere una tolleranza tale da evitare la reazione allergica. Da sei mesi ad un anno, dopo l’inizio del trattamento e’ possibile vedere i primi benefici, che durano da pochi mesi a 2-3 anni.
La prevenzione rimane ancora l’unica vera strategia di trattamento.
domenica 4 maggio 2008
Congiuntivite: tutti i rimedi per affrontarla
Con la primavera il pericolo congiuntivite è molto alto. E' necessario capire bene come va affrontata. Le congiuntiviti, sono le più comuni infezioni oculari.Sono caratterizzate da edema palpebrale, iperemia congiuntivale, a volte secrezione catarrale o mucopurulenta, lacrimazione, senso di corpo estraneo ed eventuale presenza di emorragie sottocongiuntivali. Possono presentare più comunemente un’eziologia virale, batterica o allergica. Le forme batteriche necessitano di trattamento antibiotico e in alcuni casi, di individuazione del germe responsabile con una coltura dei secreti oculari e antibiogramma relativo.
Le forme allergiche, in assoluto le più frequenti, sono spesso stagionali, croniche, caratterizzate da esacerbazione e remissioni. Possono comparire in soggetti atopici, associate ad eczemi o più raramente a broncospasmo. Il segno clinico distintivo è la presenza di prurito accompagnato e sostituto da manifestazioni “ticcoidi”. In genere sono ben controllate da colliri antistaminici Una forma più rara e severa è la congiuntivite primaverile è una manifestazione oculare atopica mediata dalle IgE. Oggi si ritiene che sia l’esposizione alle radiazioni UV ad avere un effetto scatenante. I sintomi sono rappresentati da prurito e fotofobia, che spesso si associano a lacrimazione intensa e secrezione viscosa e si accentuano in condizioni ambientali caldo-umide (peggiora spessonei periodi caldi). Le alterazioni congiuntivali interessano prevalentemente la congiuntiva tarsale e sono costituite da papille, secondarie all’ipertrofia dei follicoli linfatici , che danno alla mucosa un aspetto ad “acciottolato romano”.
Quando la sintomatologia è intensa è necessario l’uso dei cortisonici locali 1-3 volte al giorno sotto stretto controllo specialistico e successivamente farmaci antistaminici e stabilizzanti la membrana cellulare, come l’olopatadina o il disodiodicromoglicato per tutto il periodo di reattività. Nelle forme meno gravi ci si può avvalere di preparati antistaminici ad uso topico, da utilizzarsi due volte al giorno sino alla scomparsa dei sintomi.
Le forme allergiche, in assoluto le più frequenti, sono spesso stagionali, croniche, caratterizzate da esacerbazione e remissioni. Possono comparire in soggetti atopici, associate ad eczemi o più raramente a broncospasmo. Il segno clinico distintivo è la presenza di prurito accompagnato e sostituto da manifestazioni “ticcoidi”. In genere sono ben controllate da colliri antistaminici Una forma più rara e severa è la congiuntivite primaverile è una manifestazione oculare atopica mediata dalle IgE. Oggi si ritiene che sia l’esposizione alle radiazioni UV ad avere un effetto scatenante. I sintomi sono rappresentati da prurito e fotofobia, che spesso si associano a lacrimazione intensa e secrezione viscosa e si accentuano in condizioni ambientali caldo-umide (peggiora spessonei periodi caldi). Le alterazioni congiuntivali interessano prevalentemente la congiuntiva tarsale e sono costituite da papille, secondarie all’ipertrofia dei follicoli linfatici , che danno alla mucosa un aspetto ad “acciottolato romano”.
Quando la sintomatologia è intensa è necessario l’uso dei cortisonici locali 1-3 volte al giorno sotto stretto controllo specialistico e successivamente farmaci antistaminici e stabilizzanti la membrana cellulare, come l’olopatadina o il disodiodicromoglicato per tutto il periodo di reattività. Nelle forme meno gravi ci si può avvalere di preparati antistaminici ad uso topico, da utilizzarsi due volte al giorno sino alla scomparsa dei sintomi.
martedì 29 aprile 2008
Prematuri: dibattito aperto sulla rianimazione
Il Consiglio Superiore di Sanita', a cui il 7 gennaio scorso il ministro della Salute Livia Turco ha chiesto un parere in merito, si esprime sulle modalita' di assistenza nelle eta' gestazionali estremamente basse. Un argomento spinoso, che sfiora anche il tema dell'aborto terapeutico (con alcuni casi di feti estratti vivi e rianimati) e che e' stato gia' toccato le scorse settimane da un documento dei ginecologi delle quattro Universita' romane, che hanno indicato l'opportunita' di rianimare un feto anche alla 22ma settimana di gestazione, e di farlo se necessario anche contro la volonta' dei genitori.
Il Css esprime un parere piu' sfumato: "Al neonato - si legge nel documento - dopo averne valutate le condizioni cliniche, sono assicurate le appropriate manovre rianimatorie, al fine di evidenziare eventuali capacita' vitali, tali da far prevedere possibilita' di sopravvivenza, anche a seguito di assistenza intensiva. Qualora l'evoluzione clinica dimostrasse che l'intervento e' inefficace - specifica tuttavia il Consiglio Superiore di Sanita' - si dovra' evitare che le cure intensive si trasformino in accanimento terapeutico. Al neonato saranno comunque offerte idratazione ed alimentazione compatibili con il suo quadro clinico e le altre cure compassionevoli, trattandolo sempre con atteggiamento di rispetto, amore e delicatezza. Le cure erogate al neonato dovranno rispettare sempre la dignita' della sua persona, assicurando i piu' opportuni interventi a tutela del suo potenziale di sviluppo e della migliore qualita' di vita possibile".
Il tutto, in stretto collegamento con i genitori: "Fermo restando che il trattamento rianimatorio richiede decisioni immediate ed azioni tempestive e indifferibili - spiega il Css - ai genitori devono essere fornite informazioni comprensibili ed esaustive sulle condizioni del neonato e sulla sua aspettativa di vita, offrendo loro accoglienza, ascolto, comprensione e il massimo supporto sul piano psicologico". In caso di conflitto tra le richieste dei genitori e "la scienza e coscienza" dell'ostetrico-neonatologo, "la ricerca di una soluzione condivisa andra' perseguita nel confronto esplicito ed onesto delle ragioni esibite dalle parti, tenendo in fondamentale considerazione, la tutela della vita e della salute del feto e del neonato".
Il Css esprime un parere piu' sfumato: "Al neonato - si legge nel documento - dopo averne valutate le condizioni cliniche, sono assicurate le appropriate manovre rianimatorie, al fine di evidenziare eventuali capacita' vitali, tali da far prevedere possibilita' di sopravvivenza, anche a seguito di assistenza intensiva. Qualora l'evoluzione clinica dimostrasse che l'intervento e' inefficace - specifica tuttavia il Consiglio Superiore di Sanita' - si dovra' evitare che le cure intensive si trasformino in accanimento terapeutico. Al neonato saranno comunque offerte idratazione ed alimentazione compatibili con il suo quadro clinico e le altre cure compassionevoli, trattandolo sempre con atteggiamento di rispetto, amore e delicatezza. Le cure erogate al neonato dovranno rispettare sempre la dignita' della sua persona, assicurando i piu' opportuni interventi a tutela del suo potenziale di sviluppo e della migliore qualita' di vita possibile".
Il tutto, in stretto collegamento con i genitori: "Fermo restando che il trattamento rianimatorio richiede decisioni immediate ed azioni tempestive e indifferibili - spiega il Css - ai genitori devono essere fornite informazioni comprensibili ed esaustive sulle condizioni del neonato e sulla sua aspettativa di vita, offrendo loro accoglienza, ascolto, comprensione e il massimo supporto sul piano psicologico". In caso di conflitto tra le richieste dei genitori e "la scienza e coscienza" dell'ostetrico-neonatologo, "la ricerca di una soluzione condivisa andra' perseguita nel confronto esplicito ed onesto delle ragioni esibite dalle parti, tenendo in fondamentale considerazione, la tutela della vita e della salute del feto e del neonato".
Progetto sperimentale Nati oggi. Insieme per la vita: una finestra sul neonato prematuro
IL Progetto Sperimentale ”Nati oggi. Insieme per la vita” persegue l’obiettivo di umanizzare l’evento della nascita, di promuovere la continuità del contatto madre-neonato in caso di ricovero del nascituro e la partecipazione consapevole dei genitori alla degenza in Terapia Intensiva Neonatale del proprio figlio. E’ un progetto in via di realizzazione dell’Ospedale S. Filippo Neri di Roma che ha attivato un servizio di Net-Cam che si avvale di un sistema protetto, rispettando la privacy , mediante password e codici assegnati dalle struttura ospedaliera, che permette ai genitori di neonati prematuri ricoverati in TIN di poter vedere via internet, sullo schermo del proprio computer le immagini in tempo reale del neonato ricoverato.
Sicuramente una nascita prematura apre un mondo ricco di attese, di preoccupazione per la vita del proprio bambino, di ansie mai sedate anche dai medici piu’ comprensivi e disponibili. Questa iniziativa, grazie ai processi tecnologici raggiunti, permette di “vedere” il proprio figlio e di far vivere ai genitori , anche da casa , in modo meno angoscioso questo evento.
Sicuramente una nascita prematura apre un mondo ricco di attese, di preoccupazione per la vita del proprio bambino, di ansie mai sedate anche dai medici piu’ comprensivi e disponibili. Questa iniziativa, grazie ai processi tecnologici raggiunti, permette di “vedere” il proprio figlio e di far vivere ai genitori , anche da casa , in modo meno angoscioso questo evento.
mercoledì 16 aprile 2008
Olio di Sasso: un ottimo nutriente per il menù del vostro bambino
Come sappiamo l'olio è un ottimo prodotto alimentare per prevenire malattie cardiovascolari. L'olio di sasso in particolare, grazie alle sue caratteristiche organolettiche, è utile per allineare il proprio modello di vita ad una corretta alimentazione e in special modo a quella della Dieta Mediterranea. Per questo vi consiglio di utilizzarlo per l'alimentazione dei vostri figli tanto da segnalarvi un'azienda produttrice: Azienda agricola "OlioMontiLepiniLaRocca" (www.oliomontilepini.it). Vi segnalo inoltre che l'azienda è ubicata nel Lazio. L'olio è prodotto con metodi esclusivamente biologici e può essere definito olio sasso grazie alle caratteristiche geomorfologiche del terreno e alle tecniche usate per la cura delle piante. A tutt'oggi, il prodotto, proprio per la sua "verginità" produttiva, è consigliato dai medici curanti per superare problemi di colesterolo e prevenire infarti. Operativamente, l'azienda condotta in forma imprenditoriale - familiare, gestisce ed effettua vendite in azienda e per email.
martedì 15 aprile 2008
Storie
Penso da molto tempo di scrivere un articolo di "vita vissuta". Una storia che ricorda un segno, un momento, un gesto, un faccino di bambino che non scompare dalla mente e che probabilmente non si dimentichera' mai. Uno spaccato di vita professionale e umana vista non solo dal punto di vista del neonatologo ma anche dell'uomo e del padre.
Ma e' difficile...quando ripensi a quell'evento che non sbiadisce ti prende un nodo alla gola e ti fai mille domande, ti assalgono mille dubbi, mille particolari sia che sia stato un evento negativo, sia positivo. Ma purtroppo spesso rimangono solo quelli negativi e acquistano un'aurea magica e romanzata quelli positivi. Per quelli negativi, devi ripensare e superare l'impasse e prendere coscienza che il ricordo, la memoria e' fondamentale nel cammino di un uomo e permette di non cadere negli stessi errori e perseverare in essi e tirar fuori da quell'esperienza almeno una piccola percentuale di positivita'. Per quelli positivi: devi gioire e sapere che la tua forza e la serenita' con la quale hai affrontato l'evento possono essere stati determinanti , insieme alla tua professionalita', ma che la dea bendata devi averla sempre dalla tua parte.
Ora vorrei raccontarvi una storia, ma e' notte e ho passato una dura giornata nel mio reparto di Terapia Intensiva Neonatale. Tornero' per scriverla, ma vorrei che qualcuno di voi desse un contributo , un'esperienza su queste pagine, iniziasse dove io questa sera ho tentennato forse per trovare le giuste parole per cominciare un racconto.So' che molti di voi vorrebbero farlo..da tempo. E' il momento!
Ma e' difficile...quando ripensi a quell'evento che non sbiadisce ti prende un nodo alla gola e ti fai mille domande, ti assalgono mille dubbi, mille particolari sia che sia stato un evento negativo, sia positivo. Ma purtroppo spesso rimangono solo quelli negativi e acquistano un'aurea magica e romanzata quelli positivi. Per quelli negativi, devi ripensare e superare l'impasse e prendere coscienza che il ricordo, la memoria e' fondamentale nel cammino di un uomo e permette di non cadere negli stessi errori e perseverare in essi e tirar fuori da quell'esperienza almeno una piccola percentuale di positivita'. Per quelli positivi: devi gioire e sapere che la tua forza e la serenita' con la quale hai affrontato l'evento possono essere stati determinanti , insieme alla tua professionalita', ma che la dea bendata devi averla sempre dalla tua parte.
Ora vorrei raccontarvi una storia, ma e' notte e ho passato una dura giornata nel mio reparto di Terapia Intensiva Neonatale. Tornero' per scriverla, ma vorrei che qualcuno di voi desse un contributo , un'esperienza su queste pagine, iniziasse dove io questa sera ho tentennato forse per trovare le giuste parole per cominciare un racconto.So' che molti di voi vorrebbero farlo..da tempo. E' il momento!
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