sabato 11 aprile 2009
Terremoto
lunedì 6 aprile 2009
Terremoto in Abruzzo

Le vulvovaginiti Infantili
L’infiammazione vulvovaginale deriva sia dalla mancanza dei cuscinetti adiposi labiali e dei peli pubici che proteggono i genitali esterni, esponendo anche i tessuti dell’anello imenale , sia la vicinanza dell'orifizio anale alla vagina permette il trasferimento di batteri fecali all'area vulvo-vaginale, sia ad abitudini infantili (giocare in terra, esplorare i genitali), che all’uso di pannoloni, biancheria e detergenti irritanti o allergizzanti.
La secrezione vaginale è il sintomo principale. I segni e i sintomi associati possono essere il prurito, la pollachiuria (urinare frequentemente), la disuria (dolore a urinare), l'enuresi (perdita involontaria di urina), l'eritema (arrossamento) vulvare. Nei neonati e nei lattanti l’inappetenza e, tardivamente, la non crescita in termini di peso.
Le più comuni cause di vulvovaginite sono:
1) la scarsa igiene perineale
2) l’etiogenesi infettiva da micosi e batteri
3) quelle da corpo estraneo
La scarsa igiene perineale, dà una secrezione caratteristica marrone o verde, è estremamente maleodorante, nel 68% dei casi riportati è associata ai batteri coliformi secondari a contaminazione fecale; altri batteri comunemente riscontrati sono lo streptococco beta emolitico e lo staphilococco, trasmessi attraverso le mani dal rinofaringe. Vestiti, prodotti chimici, cosmetici, saponi e detergenti e nelle bambine più grandi, anche capi di vestiario aderenti e pannolini rivestiti di materiale plastico, nei più piccoli.
Su base infettiva, è legata ad agenti infettivi e alla fascia d’età per l’epidemiologia delle infezioni. In bambine di età inferiore ai 3 anni è molto più frequente il riscontro di enterobatteri o di stafilococchi; tra i 4 e i 9 anni prevale la diagnosi di quadri da streptococco b emolitico di gruppo A e B; in presenza di una iniziale estrogenizzazione, insieme alla presenza di flora lattobacillare si verifica la presenza di Candida e, anche, di Gardnerella vaginalis
La possibilità del corpo estraneo dovrebbe essere suggerita dalla presenza di secrezioni maleodoranti e di sanguinamento vaginale.
La vulvite può essere manifestazione locale di dermatite seborroica, di dermatite atopica (allergica), di dermatite da contatto, di psoriasi, di ossiuri che provocano vulvovaginite nel 20% dei casi.
In presenza di una vulvite senza grande coinvolgimento vaginale vanno rivalutate le abitudini igieniche della bambina, va consigliato di evitare i contatti con possibili allergeni ed irritanti (bagni schiuma, mutandine di fibre sintetiche, detersivi ed ammorbidenti per il lavaggio della biancheria) e possono essere indicate solo terapie aspecifiche con soluzioni blandamente disinfettanti, protezione con pomate all’olio di germe di grano o all’ossido di zinco: segue la remissione clinica in circa il 70% dei casi.Le vulvovaginiti ricorrenti vanno trattate con antibiotici o antimicotici sistemici dopo aver individuato l'agente responsabile mediante tampone vulvare o vulvovaginale o tramite urinocoltura.
venerdì 3 aprile 2009
L'Anca Patologica: corso per Medici e Fisioterapisti
Come descritto in alcuni articoli di questo Blog sulle patologie dell'anca, in Italia ed in altri paesi d'Europa (Germania, Austria, Francia), l'ecografia dell'anca ha una parte fondamentale nel concetto non invasivo di prevenzione , al contrario della seconda scelta diagnostica delle radiazioni ionizzanti. Eseguita a tutti i neonati prima delle 12 settimane di vita , è eseguita prevalentemente dai neonatologi ecografisti , che dalla nascita con la prima visita e la diagnosi clinica con la manovra di Ortolani, nei casi patologici, completano l'iter diagnostico ecografico a tutti i nuovi nati.
domenica 29 marzo 2009
Prebiotici e Probiotici per il vostro bambino: una piccola guida alla consultazione
Una volta si chiamavano "fermenti lattici", oggi di preferisce parlare di probiotici, come microrganismi vivi che esercitano un effetto positivo sull'equilibrio dell''ecosistema intestinale, e di prebiotici, cioè sostanze non digeribili che stimolano l'azione dei probiotici promuovendone la crescita e lo sviluppo.
Una "mistura" tra probiotici e prebiotici, la cui azione è sinergica sulla salute umana, viene definita simbiontica.
Studi condotti su neonati allattati al seno hanno evidenziato che la predominanza di batteri nella loro flora intestinale è dovuta principalmente ad alcune componenti del latte materno, in particolare agli oligosaccaridi, fibre indigeribili ma che operano da substrato a vari ceppi batterici provvisti di un’azione benefica sull’intestino del lattante: Essi hanno quindi un effetto prebiotico e si è visto che, aggiungendoli al biberon, consentono di aumentare in modo naturale il numero di bifidobatteri nella flora intestinale anche dei bambini non allattati naturalmente.
L'azione dei probiotici è comportarsi come agente detossificanti contrastando le sostanze dannose prodotte da batteri intestinali patogeni.Sono resistenti all'attacco degli acidi gastrici e come lactobacilli, bifilobatteri li introduciamo nell'organismo sotto forma di latticini e aggiunti nel latte formulato per i nostri neonati .
L'azione dei prebiotici è quella di favorire la crescita dei microrganismi probiotici che normalmente costituiscono la microflora intestinale. Includono l'inulina, carboidrato di fruttosil-fruttosio e i fruttoligosaccaridi di sintesi , tipo FOS e GOS.
Le sorgenti alimentari che contengono i prebiotici sono soprattutto le verdure: carciofi, cicoria, porri, ma anche cipolle, aglio e per i più piccoli, le banane.
Per saperne di più, clicca sul titolo.
mercoledì 11 marzo 2009
Abusi sui minori: linee guida del S.I.N.P.I.A.
Clicca sul titolo per le linee guida del SINPIA.
domenica 1 marzo 2009
L'alimentazione nella stipsi infantile
Esiste una certa variabilità soggettiva, perché la frequenza delle evacuazione varia secondo l'età. Infatti, se un un bambino allattato al seno può evacuare ad ogni poppata, la frequenza dei bambini allattati con latte artificiale è più regolare, caratterizzato da 1-4 evacuazioni al giorno.Fino ad arrivare ad una volta al giorno ma anche ogni 2-3 giorni. Nel bambino piu' grande è in rapporto con quello che mangia, con la regolarità del suo intestino. La definizione di stipsi, e potete ampiamente documentarvi in http://www.pediatrico.it/stipsi.htm, si basa sulla consistenza delle feci, che sono "caprine", come sassetti , e spesso con una frequenza giornaliera. Il bambino stitico non e' quello che fa la cacca saltuariamente, ma nel modo sopra descritto. Talvolta , però, le due cose coincidino.L'alimentazione in questi casi è fondamentale , e ho riportato qui di seguito uno schema di alimentazione nel bambino stitico.
Alimentazione deve essere ricca in scorie: bisogna continuare a proporre al bambino cibi ricchi in alimenti contenenti fibre alimentari (almeno 1 gr/kg/die), cioè cellulosa, pectina, emicellulosa, lignina : i cibi che ne contengono sono : grano o pane integrale, vegetali in genere, in particolare cavolfiori, legumi, frutta naturale, non succhi In un bambino che di norma si scarica con molta difficoltà occorre che la dieta sia curata in modo particolare ; l'alimentazione deve essere a base di cibi digeribili, ricchi in fibre (ortaggi, frutta, cereali integrali.
Alimenti consigliati nei bambini con una dieta complessa:
cereali: farina bianca e gialla, pasta, pane, fette biscottate, biscotti tutti di farina integrale
carne - pesce:
carne magra
cernia, dentice, nasello , merluzzo, palombo, pesce persico, pesce spada, rombo, smeriglio, sogliola, tinca, trota, triglia
(cucinare senza grassi, ai ferri, bolliti, al vapore, alla pizzaiola, condire a fine cottura)
bresaola, prosciutto crudo e cotto privati del grasso visibile
formaggi
ricotta di mucca, mozzarella di mucca, fior di latte, certosino, taleggio, quartirolo
uova: alla coque, sode, in camiciaverdure e legumi: tutte le verdure, patate comprese (non fritte), crude o cotte (a pezzi o passate), in abbondanti porzioni (non eccedere in cavoli e fagioli, perché possono provocare gonfiore) ; usare anche legumi secchi.
frutta
fresca cruda : tutti i tipi : dare la preferenza a prugne, mele cotogne, pere, fragole, lamponi, more, kiwi, arance, mandarini, albicocche ; assumerne tutti i giorni, preferibilmente con la buccia, se provenienti da coltivazioni biologiche, preferibilmente a digiuno
fresca cotta : mele , pere, prugne
frutta secca : datteri, fichi, noci , mandorle, nocciole, almeno 1 volta per settimana
grassi di condimento
olio extra vergine d'oliva.
bevande: acqua, spremute di frutta e verdura
dolcificanti: zucchero comune
Alimenti da evitare
cereali: riso, pasta, farina bianca e gialla, pane, biscotti, grissini, fette biscottate
pasta all'uovo e paste ripiene (ravioli, tortellini)
carne - pesce : carne grassa, cucinata impanata, con salse a base di farina o con condimenti
frattaglie, come fegato, cervello, ecc.
salumi grassi, come pancetta, salame, mortadella, ecc.
formaggi: mascarpone, brie, mozzarella di bufala, ricotta di pecora
uova: fritte
verdure: patate fritte
frutta: frutti molto zuccherini, come banane, uva, fichi, cachi
grassi di condimento: lardo, strutto, margarina, burro fritto
altro: sostanze molto grasse come maionese, cacao, olive, alimenti sott'olio, salse, latte intero
