domenica 11 ottobre 2009

Rapporto Unicef "Progressi per l'infanzia" dedicato alla protezione dell'infanzia

Ancora un'iniziativa dell'Unicef per i bambini ...quelli battuti o violentati fisicamente o psicologicamennte, dimenticati, quelli sfruttati, e non dimentichiamo quelli uccisi dai conflitti, dalla fame, delle malattie.Da un'indagine effettuata su 37 paesi, risulta che l'86% dei bambini dai 2 ai 14 anni patisce punizioni fisiche e/o aggressioni psicologiche.», dichiara il Presidente dell'UNICEF Italia Vincenzo Spadafora.«Nonostante i progressi compiuti, violenza e sfruttamento rimangono una dura realtà nella vita di molti bambini» aggiunge Spadafora.

«Milioni di ragazzi, prosegue, e ragazze di tutto il mondo sono vittime della tratta, sono privi delle cure genitoriali o della registrazione alla nascita di cui hanno bisogno per frequentare la scuola e per accedere all'assistenza sanitaria di base.

Milioni di ragazzi sono costretti a lavorare in condizioni pericolose, mentre altri subiscono violenze o abusi all'interno delle loro stesse case, nelle loro scuole, nelle loro comunità, nelle istituzioni o in prigione, spesso da parte di adulti a cui è affidata la loro cura.
Basta con tutto questo....

Per consultare il testo Unicef integrale e scaricare gli allegati , cliccare sul titolo.

sabato 10 ottobre 2009

Quei bozzetti sul collo...

… una semplice infiammazione o una malattia impronunciabile…prima di continuare un po’ di anatomia e fisiologia del linfonodo e nel liquido che scorre nei vasi linfatici.

I linfonodi sono corpuscoli di forma ovoidale, di dimensioni variabili da 2-3 mm a 2-3 cm. Sono costituiti da tessuto linfoide, cioè da un tessuto emopoietico, la cui funzione è quella di produrre linfociti e monociti. Ogni linfonodo è rivestito da una capsula connettivale, dalla quale si dipartono delle trabecole che suddividono la superficie del linfonodo in una zona corticale, contenente noduli linfatici, e una zona midollare, nella quale si trovano
cordoni di cellule linfocitarie. In un punto ben preciso del linfonodo, detto ilo, entrano vasi e nervi e fuoriescono i vasi linfatici efferenti (in numero di uno o due). I vasi linfatici afferenti, che sono molto più numerosi di quelli efferenti,
entrano nel linfonodo in diversi punti della sua superficie. I linfonodi vengono distinti in superficiali e profondi, a seconda che siano situati al di sopra della fascia toracica o al di sotto di essa. Sono posti lungo il decorso delle vie linfatiche e possono trovarsi isolati o riuniti a formare delle stazioni linfatiche nelle quali confluisce la linfa proveniente da un determinato territorio del nostro organismo. Le principali stazioni linfonodali sono l’ ascellare, l’ inguinale e la cervicale.


La linfa è il liquido chiaro, trasparente e incolore che scorre nei vasi linfatici, la cui composizione varia in rapporto al distretto corporeo da cui origina. Fondamentalmente costituita da acqua, proteine, elettroliti e linfociti, rispetto al
sangue manca di globuli rossi. Rappresenta, di fatto, quella parte di liquido interstiziale che non viene recuperato attraverso il processo di osmosi; questo liquido deve far ritorno al sangue, affinché il volume ematico e la pressione arteriosa del nostro organismo non diminuiscono in modo patologico.La linfa,quando attraversa i linfonodi, abbandona batteri e corpi estranei, che vengono fagocitati dai macrofagi, cellule preposte proprio a questo scopo, e si arricchisce di anticorpi, linfociti e monociti, che devono raggiungere l'apparato circolatorio. La linfa proveniente dai vasi linfatici dell' intestino è chiamata chilo e risulta molto ricca delle sostanze lipidiche (colesterolo e acidi grassi), derivate dalla digestione degli alimenti.

Tornando ai nostri linfonodi ingrossati: normalmente i linfonodi non sono apprezzabili al tatto, e per farlo occorre che queste formazioni abbiano raggiunto un certo volume ed in questa occasione è possibile studiarne la forma, la consistenza, la dolorabilità, la mobilità ed il tipo di rapporti stabilito con la cute. Tumefazioni di linfonodi per lo più circoscritte si hanno nei fatti infiammatori acuti, maggiormente nelle infezioni e si presentano ingrossate ma anche dolenti, soprattutto al tatto, oppure alla pressione ed è possibile accorgersi del contestuale arrossamento della cute che si presenta anche calda in corrispondenza del linfonodo stesso.
I linfonodi si presentano elastici e duri ma quando siamo in presenza di un’infezione acuta provocata da germi patogeni, tali formazioni si presentano alla palpazione per lo più di consistenza molle e la stessa cute si fa più rossa e quanto mai lucente e oltre che nelle patologie causate da infezioni acute, si possono presentare tumefatti anche per effetto di altre cause, pensiamo alle infezioni croniche o neoplastiche.
Nei bambini e negli adolescenti i linfonodi possono apparire leggermente ingrossati anche in assenza di patologia. Esistono bambini “ linfatici”nei quali le linfoghiandole si possono presentare leggermente ingrossate, generalmente non superano la grandezza di un pisello e formano spesso “catene di rosario” ma possono nascondono anche patologie delle alte vie respiratorie, ipertrofie tonsillari, adenoidi infiammate , carie dentarie. Cosa Fare…rimuovere le cause di base dell’ingrossamento linfonodale e non preoccuparsi del sintomo, cioe’ del linfonodo stesso.
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venerdì 2 ottobre 2009

Aqua

L’acqua è un elemento indispensabile per la vita, e parte in causa di molte funzioni del nostro organismo, dalla regolazione della temperatura corporea alla diuresi , alla circolazione sanguigna.
L'acqua rappresenta circa il 60% del peso corporeo di un adulto e l'80% di quello di un bambino. Durante la giornata, questa acqua varia continuamente in quantità e concentrazione: a riposo e soprattutto in movimento, sono abbondanti le perdite idriche dell'organismo: circa 2-2.5 litri al giorno. L'eliminazione avviene soprattutto con la respirazione, l'urina, la sudorazione e le feci. L'acqua totale corporea (ATC) è distribuita per il 67% all'interno delle cellule e per il 33% all'esterno, nel liquido interstiziale, nel plasma, nella linfa e nel liquido transcellulare.
Il bilancio dell'acqua è regolato dal cento ipotalamico della sete e dall'ormone antidiuretico che aumenta il riassorbimento nei reni.
Per mantenere in equilibrio il bilancio idrico, le perdite vanno reintegrate con l'apporto di acqua, che deve essere rimpiazzata con la stessa velocità con cui viene eliminata: nell'adulto il fabbisogno idrico giornaliero è di circa 2-2.5 litri, di cui la maggior quantità (un litro e mezzo circa) viene fornita dall'acqua stessa e la restante parte dall'acqua contenuta in alimenti e bevande (frutta, verdura, caffè, succhi di frutta ...).
La quantità giornaliera varia con il clima, lo stile di vita, l'età e l'alimentazione e se il quantitativo è insufficiente compaiono i sintomi di disidratazione, affaticamento dei reni, secchezza della pelle e torpore. Dunque bere acqua tutti i giorni per reintegrare le perdite di liquidi e di sali. L'acqua minerale naturale in particolare, grazie al suo contenuto di minerali, aiuta a reintegrare e a fornire il corpo dei sali di cui ha bisogno.
Non tutte le acque minerali sono uguali: ognuna ha caratteristiche specifiche che dipendono dal tipo di sali in essa disciolti.
Le acque si chiamano minerali quando vengono riconosciute tali dal Ministero della Salute attraverso analisi chimico-fisiche e microbiologiche (su composizione, purezza e qualità) che determinano le caratteristiche dell'acqua.
Premesso che tutte le acque potabili contengono sali, la legge considera "minerali" quelle che originando da una falda sotterranea, sono microbiologicamente pure.
Qualsiasi trattamento chimico che alteri la composizione dell'acqua fuori legge: le acque minerali devono essere batteriologicamente pure e prive di inquinanti; devono poi essere imbottigliate come sgorgano dalla sorgente. L'unico trattamento eventuale è l'aggiunta di anidride carbonica per renderle gassate.
Si differenziano dall'acqua potabile del rubinetto, che può essere prelevata da laghi, fiumi o falde superficiali e può essere sottoposta a trattamenti (ad esempio l'aggiunta di cloro).
Le caratteristiche e le proprietà salutari dipendono dalla fonte di provenienza e dai sali minerali.
In base al tipo di minerali in esse disciolti, indicati come "residuo fisso" (cioè la quantità di sali minerali depositati da un litro di acqua fatto evaporare a 180°, le acque minerali vengono classificate come:
Minimamente mineralizzate: hanno un contenuto di sali minerali inferiore a 50 milligrammi per litro; si tratta di acque "leggere" che in quanto povere di sali minerali favoriscono la diuresi e facilitano l'espulsione di piccoli calcoli renali.
Oligominerali: hanno un contenuto di sali minerali non superiore ai 500 milligrammi per litro. In virtù dei pochi sali minerali presenti, sono ottime acque da tavola, adatte ad essere bevute quotidianamente; inoltre svolgono un'ottima azione diuretica e contengono poco sodio.
Minerali: il residuo fisso è compreso tra 500 e 1000 milligrammi (1 g) per litro. Contengono una percentuale consistente di sali minerali e pertanto non devono essere bevute in quantità eccessive (fino a un litro al giorno), alternandole con acqua oligominerale. Hanno applicazioni diverse a seconda del tipo di sostanze in esse presenti (calcio, zolfo, ferro, magnesio, bicarbonato...).
Ricche di sali minerali: il residuo fisso è di oltre 1500 milligrammi per litro. Sono molto ricche di sali, pertanto devono essere bevute specificamente a scopo curativo e su consiglio medico.

Da un' analisi della letteratura si evidenzia come le acque oligominerali trovino, proprio per le loro peculiari caratteristiche, un frequente impiego sia in ambito nipiologico che pediatrico.
Per schematizzare:
1)L'uso di acque oligominerali a prevalenza calcica o alcalina terrosa, per la ricostruzione e diluizione dei latti formulati, sembra rispondere ad ottimi criteri di tollerabilità e favorire la funzione assimilativa, assicurando inoltre un buon introito di calcio ed altri elettroliti fondamentali in un periodo di rapido accrescimento e non comporti alcun rischio di eccessivo carico salino per i neonati e i piccoli lattanti.
2) Azione diuretica quale coadiuvante nel trattamento e nella profilassi delle infezioni delle vie urinarie e della calcolosi urinaria. e favoriscono l'eliminazione attraverso il rene di cataboliti tossici che si possono formare in corso di stati febbrili, con vomito e diarrea.
3) Le acque minerali (bicarbonato-calciche) passando dallo stomaco al duodeno esercitano uno stimolo alcalinizzante, facilitando così l'azione degli enzimi pancreatici e sono utili in casi di chetoacidosi conseguente a malattie febbrili, a stati dismetabolici o gastroenteriti tossiche, in quanto svolgono un'azione tamponante e tendono a ripristinare una valida riserva alcalina.
Le acque bicarbonato-calciche sono utili anche nei periodi di elevato accrescimento, in cui massima è la richiesta di elementi quali il calcio.
4) Un'acqua ad uso nipiologico (bambini di 2-3 mesi) non deve assolutamente contenere nitrati in concentrazione superiore a 10 mg/L.
5) L'assenza poi di contaminazione batteriologica consente il loro impiego senza ricorrere alla bollitura, operazione che tende a privare l'acqua dei gas disciolti e a far precipitare sali.

Per saper leggere e ben interpretare l'etichetta di un'acqua minerale, clicca sul titolo.

giovedì 24 settembre 2009

La "violenza" nelle fiabe dei bambini

Come tutti, o quasi tutti, i papà racconto le favole…niente di insolito. Dall’alba dei tempi , in modi e lingue diverse, sono state raccontate favole ai bambini.
Da Esopo, favolista greco del VII o VI sec a.c., con le sue favole ricche di animali con sobrio riferimento ai vizi e alle virtù umane ad Hans Christian Andersen della Piccola Fiammiferaia e del Soldatino di piombo , ed ai Fratelli Grimm , con Biancaneve e i sette Nani e Pollicino, scritte a fine '700 , non da Walt Disney , per finire con il Padre di Pinocchio, Carlo Collodi , le favole hanno segnato la nostra esistenza, ci hanno fatto immaginare, sognare e volare sulle ali della fantasia, accompagnandoci fino all’età adulta. Ma , da adulti, ci siamo mai soffermati, raccontando una storia ai nostri figli, del significato di questa o analizzare i personaggi che animano una fiaba?
Le fiabe dei fratelli Grimm sono colme di violenza.Nella favola originale di Cappuccetto Rosso c' è una descrizione accurata di come il lupo viene ucciso e squartato. I due fratelli tedeschi non scrissero di proprio pugno le favole, ma anzi, le raccolsero con accuratezza nei paesi e nelle campagne, dove venivano tramandate per via orale. Con il passare degli anni e con il passaparola queste leggende, divenute favole, venivano riadattate per essere raccontate ai bambini davanti al fuoco nelle sere dei rigidi inverni germanici.
Ma altri esempi come la Regina matrigna che ordina al “ fidato” cacciatore di uccidere l’orfanella Biancaneve perché molto più bella di lei, o Hansel e Gretel o Pollicino che vengono abbandonati dai genitori e rischiamo di venir mangiati da orchesse e orchi giganteschi, come nel “Fagiolo Magico” .Poi non pensiamo alla Piccola Fiammiferaia , bimba che muore di stenti e di freddo la vigilia di capodanno e cerca di scaldarsi con i fiammiferi. Pinocchio , da pezzo di legno diventa un bambino ma passando per mille peripezie e inanellando tutti i lati negativi degli uomini, dalla furbizia negativa della Volpe ladra, allo sfruttamento minorile di Mangiafuoco al rendere in schiavitù gli asinelli - bambini che giocano a biliardo e fumano sigari….le principesse delle favole sono tutte orfane, cadute in disgrazia, con sorellastre e matrigne , rischiano la vita continuamente, vedi Cenerentola o la Bella e la Bestia o la Sirenetta. Ma che gli raccontiamo a questi poveri bambini….

Noi non associamo mai la "morale" alla violenza, separiamo sempre un’azione cattiva , anche se è sotto metafora, da un’azione positiva ed educativa. Eppure il fine ultimo di questi racconti era proprio l' insegnamento morale. Necessario è leggere la fiaba o favola, (sinonimi derivati dal verbo latino “ fari” che significa "parlare", "raccontare") anche nel contesto storico nel quale è stata scritta o raccontata, che non è lo stesso di oggi. La finalità è a carattere morale-didascalico, pertanto la sua trama non si esaurisce nella vicenda narrativa , allora come oggi , ma vuole piuttosto evidenziare un messaggio di ordine etico, giacché assai spesso gli scrittori se ne valsero in rapporto a un contesto politico-sociale negativo con povertà e fame per la maggioranza della popolazione, analfabetismo, alta mortalità infantile. Anche oggi dobbiamo vedere, al di là della storia raccontata, il fine educativo più alto della fiaba, e vederla come Gianni Rodari, il quale sosteneva che le favole devono servire unicamente ad aprire la mente del bambino, assolvendo così il loro scopo educativo. "Le favole -così recitava una sua famosa frase- sono il posto delle mille opportunità".

sabato 12 settembre 2009

Zucchero : 2° parte

La maggioranza di noi non pensa che quando dolcifichiamo il nostro caffe’ con lo zucchero bianco stiamo usando una miscela contenente calce, resine, ammoniaca, acidi vari e "tracce" di barbabietola da zucchero.
Che cosa e' rimasto del primo succo scuro ricco di vitamine, sali minerali, enzimi, oligoelementi che componeva la base dello zucchero che mangiamo?
Purtroppo quasi nulla. Lo zucchero raffinato diviene nocivo per la salute se consumato ad alte dosi (mangiando, per esempio dolci e dessert dopo tutti i pasti nella stessa giornata)e sicuramente è necessario ricercare un’alternativa più naturale e meno dannosa, soprattutto per i bambini. Lo zucchero bianco ha un’ influenza sia sul sistema nervoso sia sul metabolismo, creando prima stimolazione poi depressione con conseguenti stati di irritabilità.Il rapido e violento assorbimento dello zucchero nel sangue che fa salire la glicemia. Di fronte a tale rapido innalzamento, il pancreas risponde immettendo insulina nel sangue e ciò provoca una brusca discesa del tasso glicemico detta "crisi ipoglicemica" caratterizzata da uno stato di malessere, sudorazione, irritabilità, aggressività, debolezza, necessità di altro carburante dato dallo zucchero.La conseguenza di questa caduta degli zuccheri e' l'immissione in circolo, da parte dell'organismo, di altri ormoni atti a far risalire la glicemia, tra cui l'adrenalina che e' l'ormone dell'aggressivita', della difesa, della tensione. Si puo' ben comprendere come questi continui “cambiamenti” ormonali con i loro risvolti psicofisici determinano un esaurimento delle energie con l'indebolimento di tutto l'organismo. Cio' e' stato ampiamente verificato da studi condotti negli Stati Uniti dove la violenza e l'aggressivita' nei bambini, messe in relazione anche al tipo di dieta e ai cibi e zuccheri raffinati, hanno creato allarme e preoccupazione per tutte le conseguenze sociali che esse determinano.


A livello intestinale provoca processi fermentativi con produzione di gas e tensione addominale, e l'alterazione della flora batterica con tutte le conseguenze che cio' comporta (coliti, stipsi, diarree, formazione e assor bimento di sostanze tossiche, ecc.).IN teragisce con le vitamine, soprattutto del gruppo B. La vitamina B1 è necessaria per la trasformazione dei carboidrati. Quanto più zucchero viene introdotto, tanto maggiore è il fabbisogno di Vitamina B1.


Altre possibili interazioni con l’organismo sono: apparato circolatorio (con l'aumento di colesterolo e danni alle arterie), epatico, pancreatico (poiche' l'organo che gestisce gli zuccheri e' il pancreas), ponderale (con l'aumento di peso e l'obesita'), cutaneo.

Dolcificanti Naturali

Come sostituto dello zucchero bianco raffinato si puo’ tentare un elenco dei sostituti dello zucchero raffinato:

Fruttosio, zucchero semplice, facilmente reperibile, sia in natura che commercialmente.
Il malto d'orzo, di riso o di mais: sono fluidi, con sapore di caramello, derivati dalla bollitura di questi cereali. Il prodotto così ottenuto viene poi concentrato fino ad ottenerne uno simile al miele.
Lo sciroppo d'acero: è un dolcificante che si ottiene dai tronchi degli aceri da zucchero (Acer saccharum) e degli aceri rossi (Acer rubrum). La linfa viene concentrata tramite un processo di bollitura.
Il succo d'agave: deriva da una pianta di origine messicana ed è ricco di sali minerali; contiene soprattutto fruttosio e dolcifica più dello zucchero.
Il succo d’uva: derivato dalla bollitura della spremitura di uve alla quale si aggiungono chiodi di garofano, cannella, limone. Contiene fruttosio.
Lo zucchero integrale: derivato dal succo della canna da zucchero (non esiste come derivato della barbabietola), che viene poi fatto bollire ottenendo una polvere grossolana, mai cristallina, non trattata.
Il miele: prodotto dalle api a partire da nettare o melata. Il fruttosio è lo zucchero maggiormente presente, conferendo al miele un potere dolcificante maggiore dello zucchero.

Dolcificanti artificiali

Ottenuti per sintesi chimica, non si ritrovano in natura. Hanno un valore nutritivo praticamente nullo. In Italia l'uso dei dolcificanti sintetici e' consentito solo per i prodotti dietetici autorizzati dal Ministero della Sanita'. Tranne l'aspartame, tutti i dolcificanti artificiali, compreso l'ultimo nato, l'acesulfame-K, vanno a toccare i delicati meccanismi di controllo dell'insulina, causando un aumento della sua produzione (azione insulinotropica).

L 'Aspartame fu scoperto per caso nel 1965 e viene approvato per gli alimenti disidratati nel 1981 e per le bibite gassate nel 1983. L'Aspartame è di gran lunga la sostanza più dannosa in commercio ad essere aggiunta agli alimenti. E' responsabile per circa il 75% delle reazioni avverse agli additivi alimentari segnalati dall'FDA statunitense. Alcuni dei 90 differenti sintomi documentati elencati nel rapporto come causati dall'Aspartame includono: mal di testa, vertigine, infarti, nausea, intorpidimento, spasmi muscolari, depressione, perdita di capelli, palpitazione, difficoltà respiratorie, difficoltà di parola, attacchi d'ansia, tintinnio auricolare, vertigini, perdita della memoria, dolore alle giunture.
L'Aspartame è costituito per il 40% di acido aspartico; l'acido glutammico è per il 99% monosodico glutammato. L'aspartato e il glutammato funzionano come neurotrasmettitori nel cervello facilitando la trasmissione dell'informazione da neurone a neurone. Troppo aspartato o glutammato nel cervello uccide alcuni neuroni permettendo l'afflusso di troppo calcio nelle cellule. Questo afflusso scatena un aumento eccessivo di radicali liberi che uccidono le cellule.

mercoledì 5 agosto 2009

Zucchero per dolcificante: sicuri?

Lo zuucchero bianco, che ogni giorno usiamo è il prodotto finale di una lunga trasformazione industriale che della barbabietola o nella canna da zucchero che sono il punto di partenza per la produzione dello zucchero, ha poco.
Gli zuccheri sono elementi importantissimi del nostro metabolismo poichè rappresentano la fonte primaria per la produzione di energia che serve a far funzionare correttamente tutto il nostro organismo, incominciando dal cervello fino ai muscoli.
Possiamo affermare che lo zucchero, bianco, raffinato , potrebbe essere tossico per la nostra salute. A tal riguardo cerchiamo di analizzare alcuni aspetti della composizione e della produzione di questo prodotto dolcificante.
Il Dr. M.O. Bruchner, specialista delle malattie interne, tedesco, a conclusione delle sue ricerche e della pratica quale medico afferma: "L'uomo necessita di idrati di carbonio per la sua attività, quali fattori di energia. Lo zucchero è un idrato di carbonio"; di conseguenza ognuno pensa: lo zucchero è uno degli alimenti più favorevoli per produrre energia. Ma non è così.
Gli zuccheri industriali, come pure lo zucchero d'uva fabbricato sinteticamente, sono isolati "chimicamente puri", che nel corpo agiscono ben diversamente. Per la loro decomposizione e disposizione necessitano delle stesse vitamine e sostanze minerali come tutti gli zuccheri di frutta e amidi naturali, ma questi ultimi contemporaneamente li forniscono, mentre gli altri ne privano il corpo, impoverendolo da un lato e disorientando le sue funzioni dall'altro.
Il succo zuccherino proveniente dalla prima fase della lavorazione della barbabietola o della canna da zucchero, viene sottoposto a complesse trasformazioni industriali: prima viene sottoposto a depurazione con latte di calce che provoca la perdita e la distruzione di sostanze organiche, proteine, enzimi e sali di calcio; poi, per eliminare la calce che è rimasta in eccesso, il succo zuccherino viene trattato con anidride carbonica. Il prodotto quindi subisce ancora un trattamento con acido solforoso per eliminare il colore scuro,successivamente viene sottoposto a cottura, raffreddamento, cristallizzazione e centrifugazione.
Si arriva così allo zucchero grezzo. Da qui si passa alla seconda fase di lavorazione: lo zucchero viene filtrato e decolorato con carbone animale e poi, per eliminare gli ultimi riflessi giallognoli, viene colorato con il colorante blu oltremare o con il blu idantrene (proveniente dal catrame e quindi cancerogeno). Il prodotto finale è una bianca sostanza cristallina che non ha più nulla a che fare con il ricco succo zuccherino di partenza e viene venduta al pubblico per dolcificante.
Non è rimasto nulla del primo succo scuro ricco di vitamine, sali minerali, enzimi, oligoelementi che avrebbero dato tutto il loro benefico apporto di energia .
Anzi, per poter essere assimilato e digerito, lo zucchero bianco ruba al nostro corpo vitamine e sali minerali (in particolare il Calcio e il Cromo) per ricostituire almeno in parte quell'armonia di elementi distrutta dalla raffinazione. Le conseguenze di tale processo digestivo sono la perdita di calcio, nei denti e nelle ossa, con l'indebolimento dello scheletro e della dentatura. Ciò favorisce la comparsa di malattie ossee (artrite, artrosi, osteoporosi, ecc.) e delle carie dentarie.

Cliccando sul titolo: storia e composizione "ufficiale" dello zucchero.

Fine 1°parte. La seconda e ultima parte verra' pubblicata nei prossimi post

giovedì 16 luglio 2009

Scusi dottore...il mio bambino può volare?

Una delle domande più frequenti che vengono rivolte al pediatra è se il bambino anche piccolissimo, può volare. La risposta più immediata è “perché” questo bambino dovrebbe prendere un aereo? Ma noi , genitori, poniamo certe domande per avere determinate risposte , spesso dettate alle nostre esigenze.Dunque facciamo volare il pargolo, ma rispettiamo alcune regole , alcune dettate dal buon senso , altre dettate da problematiche oggettive legate al viaggio ed al microcosmo che si crea all’interno dell’aereomobile. Proviamo a fare un elenco di cose da fare e”non “ fare per far viaggiare i bambini in aereo.

Durante la prima settimana di vita è fortemente sconsigliato il volo aereo e , se il bambino e’ prematuro , nei primi due mesi di vita. Nei primi cinque mesi il volo va permesso solo se strettamente necessario. Se il bambino è affetto da cardiopatie, pneumopatie, patologie croniche o acute in atto, vanno valutati i rischi correlati.

Con l’altitudine il volume dell’aria diminuisce circa del 25-30% passando da 760 mmHg a 560 mmHg : ciò succede quando si sale in alta montagna oppure quando l’aereo e’ in fase di decollo e fino ad arrivare in quota. Le variazioni di pressione /volume dell’aria creano patologie dolorose a carico di organi poco comunicanti con l’esterno come orecchie (barosinusite acuta) e intestino (meteorismo in neonati con coliche gassose) Così anche la pressione parziale di ossigeno diminuisce da 160 mmHg a 100-120 mmHg , facendo scendere la saturazione dell’ossigeno nel sangue da 98% a circa 90%.

Per quest’ultima evenienza si può fare poco,se non usare le bocchette d’ossigeno per aumentare la saturazione di O2 se il bambino presenta sintomi come cefalea, tachicardia, letargia.
Per le variazioni di pressione si può far soffiare bene il naso al bambino,effettuare lavaggi nasali, usare decongestionanti nasali, antistaminici e/o cortisonici, se il bambino è allergico, far masticare un chewing gum o , nel bambino piu’ piccolo, far succhiare il succhiotto o far bere al biberon. Portare sempre un antidolorifico in supposte, con effetto più rapido.


In un aereo l’aria che respiriamo è riciclata e compressa con un completo ricambio ogni 2- 4 minuti. Ciò comporta la presenza di numerosi filtri per l’aria e di una manutenzione continua e molto efficiente dei filtri stessi. Inoltre l’immissione di quest’aria crea un flusso laminare e freddo. Dunque in uno spazio ristretto, come una cabina d’aereo , in posizione obbligata seduta , la concentrazione di virus e batteri è notevole, favorita anche da una scarsa umidità (circa il 20%), che favorisce secchezza delle mucose orali e faringee, e oculari con possibili infezioni.I bambini sono particolarmente soggetti, date le loro scarse competenze immunitarie, soprattutto i più piccoli.

Vista l’aria più fredda e secca, vestire il bambino a “cipolla”, sedersi in posti con meno cambiamenti di temperatura (lato corridoio), far bere il bambino per idratarlo e usare creme idratanti per la pelle.

Il fuso orario, o jat lag, si ha quando si passano quattro fusi orari ed è più evidente volando verso Est. Dovuto all’alterazione del ritmo dell’orologio biologico (alternanza luce- buio),può incidere sull’umore, sul ritmo sonno-veglia, sulla temperatura corporea, sullo stato di vigilanza.

Far dormire il bambino in volo, mantenere, all’arrivo i ritmi dei pasti e del sonno come il luogo di partenza, e infine la necessità di acclimatazione dopo l’atteraggio.

Il mal d’aereo (chinestosi), dovuta alle turbolenze, alle virate, alle fasi di atterraggio e di decollo è caratterizzato da sudorazione fredda, pallore, agitazione e vertigini. Dunque un atteggiamento rilassato e tranquillizzante verso il bambino è fondamentale.

Si possono somministrare antistaminici, prendere posto vicino alle ali , dove si sentono meno le sollecitazioni. Farlo guardare avanti, non deve leggere o giocare in fase di decollo, non fargli assumere bevande eccitanti come thè o simili.

Per il rumore : preferire posti in coda per i bambini più piccoli che possono così dormire.

La posizione seduta comporta una stasi circolatoria ,anche nel bambino. Sono più a rischio soggetti con obesità, policitemia, scompensi cardiaci, traumi o fratture recenti che hanno richiesto un’ingessatura.

Il bambino non deve dormire raggomitolato, deve cambiare spesso posizione, anche da seduto, oppure camminare lungo il corridoio.

L’alimentazione è importante. Prima del volo il bambino non deve assumere bevande gassate o alimenti meteorizzanti,,ma pasti leggeri ricchi di carboidrati e vitamine e Sali minerali. Deve bere spremute e bevande zuccherate.

Portare giochi e libri graditi al bambino per fargli passare il tempo e distrarlo dal volo. Il sonno, come detto molto importante, va alternato al movimento ed al gioco.

Non sottoporre il bambino,stressando il concetto espresso all’inizio dell’articolo, a viaggi inutili legati a vostre esigenze e non alle sue: l’esposizione alle radiazioni , aumentate dalla latitudine (maggiore esposizione sulle rotte polari)e dall’altitudine (maggior esposizione proporzionata con una maggior altezza del volo di crociera) corrispondono per un viaggio aereo di 5/6 ore a sottoporre il bambino ad una radiografia del torace.


Dunque Volate con il vostro bambino….ma attenti alle regole!!!